» Game Info

No More Heroes

 

Sviluppatore: Grasshopper Manufacture

Publisher: Rising Star

Genere: Azione

Giocatori: 1

Console: Wii

Anno: 2007

» Review

Nietzsche: "Il punk è morto". Ma Suda51 non è d'accordo

 

Di Killer7 si è parlato tanto, senza mezze misure. O è piaciuto o, perdonateci la colorita espressione, ha fatto schifo. Gran parte degli iscritti al secondo partito non è riuscita nemmeno ad inquadrarlo per quello che realmente è e ancora oggi lo considera un action game mal riuscito. Ma Killer7 è tutto fuorchè un gioco d'azione, è un'avventura grafica che riprende il gameplay dei vecchi capolavori del genere e lo aggiorna così da permettergli di vivere (e sopravvivere) nella nostra epoca e su un'ambiente diverso dai PC. Forse parzialmente shockato da questa aspra diatriba, Goichi Suda, aka Suda51 (perchè lui è un figo e nessuno può azzardarsi a chiamarlo con nome e cognome), ha deciso di 'ammorbidire' la sua linea. E difatti No More Heroes segna una svolta più easy negli approcci sofisticati del pazzo game designer, il quale a partire dal gameplay ha puntato su qualcosa di diretto e inequivocabile, mascherando il tutto col suo inconfondibile marchio di fabbrica. Lo stesso personaggio principale, al secolo Travis Touchdown, potrebbe essere la perfetta trasposizione digitale di Suda, orgoglioso e felice delle sue passioni: il punk (inteso sia come musica che come filosofia di vita), gli anime e i manga, il retrogaming, lo spirito pulp. Ecco, prendete assieme questi 'amori' e fateci un videogioco...

 

No More Heroes nasce sulla falsariga dei tradizionali sandbox games (come lo è The Godfather: Blackhand Edition per Wii), un titolo in grado di offrire un'esperienza variegata che attinge da più generi. Solo che, al contrario degli altri esponenti della famiglia, il primo lavoro di Suda51 per Wii prova a non disperdersi in un mondo virtuale di dimensioni abnormi, prediligendo una cittadina essenziale. Benvenuti a Santa Destroy, ridente metropoli californiana dove qualcosa di losco avviene all'insaputa di tutti, niente di meno che un torneo ad eliminazione per eleggere il killer più spietato degli States. Il funzionamento è semplice: se sei in classifica e aspiri a conquistare la posizione successiva, devi presentarti da colui che ti precede e farlo fuori, andando avanti fino alla prima piazza. Come Travis Touchdown, giovanotto mezzo schizzato e mezzo 'poser' (come Suda51) che ama passare il tempo senza far niente se non collezionare fumetti e gadget giapponesi, si ritrova nel bel mezzo di questa competizione? La vita del nostro otaku cambia radicalmente il giorno in cui l'organizzazione del torneo, la United Assassins Association, lo invita a partecipare perchè, a loro avviso, ha un grosso potenziale ancora da esprimere. In lui vedono il futuro assassino #1. La proposta gli arriva sotto le spoglie dell'avvenente Silvia Christel, boss dell'UAA, così bella, così affascinante, così sexy a tal punto da mandare in tilt gli ormoni del povero Travis, in evidente crisi di astinenza. Come va a finire? Semplice, lo scansafatiche accetta, però più con la speranza di portare sotto le lenzuola la biondina birichina che per la gloria in caso di vittoria.

 

La sola arma a disposizione di Travis è la Beam Katana, una spada laser simile alla famosa lightsaber dei Cavalieri Jedi. Il controllo della lama luminosa non avviene agitando il wiimote come in The Legend of Zelda: Twilight Princess o Lego Star Wars: The Complete Saga, ma con un sistema misto che unisce la via tradizionale a quella nuova. Si parte premendo a raffica il pulsante A, così da dar vita a delle pesanti combo, e si finisce con una specie di 'fatality' nel momento in cui sullo schermo viene indicato dove direzionare il wiimote; quel colpo sancirà la fine del nemico di turno. Nel pieno stile di Suda51, oltre a decapitazioni, corpi tagliati perfettamente a metà ed altre esagerazioni, non potevano non essere presenti delle deviazioni sui generis per offrire un tocco diverso ai combattimenti. In No More Heroes l'effetto a sensazione è una slot machine che parte subito dopo aver fatto fuori un avversario. Se la fortuna ci bacerà, Travis sarà investito di particolari e potenti abilità momentanee che lo aiuteranno a mandare all'altro mondo il resto della compagnia rivale. Oltre alla spadona, il nostro pseudo-eroe ha pure la possibilità di cimentarsi in mosse di wrestling, per lo più dei suplex, anch'esse incentrate sul rilevamento del movimento compiuto dal telecomando. Ci si avvicina al nemico, lo si stordisce con B (occhio al contraccolpo) e poi si deve eseguire la combinazione che appare sovraimpressione per pavoneggiarsi in acrobatiche torsioni da ko.

 

Fin qui tutto bello. Stesso discorso per le numerose scene d'intermezzo che scandiscono la trama, con dialoghi sopra le righe e privi di doppi sensi (difatti sono tutti sensi unici, impossibile sbagliarsi). Si ride e si gongola per l'esemplare caratterizzazione e sfacciataggine dei personaggi, ma si storce pure il naso per la quantità copiosa di volgarità. In un certo senso No More Heroes abbandona la classe e la finezza dell'articolato script di Killer7, che il tempo ha dimostrato non essere alla portata di tutti, e punta ad una scurrilità gratuita e spesso fuori luogo. 'Est modus in rebus' dicevano i latini, ed evidentemente Suda51 non gli ha voluto dare retta. Torniamo al gameplay e a come si scala la classifica dei killer. Travis parte undicesimo, per cui dovrà affrontare dieci balordi per conquistare quel 'trono' sporco di sangue. Il loro 'nascondiglio' è sconosciuto a chiunque, tranne all'UAA. C'è solo un modo per avere quella preziosa informazione: consegnare all'organizzazione, tramite un apposito bancomat, una somma di denaro degna del blasone e del livello del killer ricercato.

 

Il nostro Travis è al verde, per cui non gli resta che svolgere dei lavoretti per racimolare i contanti richiesti. A Santa Destroy ci sono due modi per guadagnare: i lavori sporchi, del tipo 'vai lì e uccidi il maggior numero di nemici' o 'resisti fino allo scadere del tempo', e lavori onesti, quasi da boyscout, come raccogliere le noci di cocco che cadono dagli alberi, raccattare le cartacce che sporcano la città, tosare l'erba. Ecco, questa è la parte più brutta e noiosa della produzione Grasshopper. In primis perchè le missioni saranno quasi sempre le stesse dall'inizio alla fine; in secundis perchè gironzolare per Santa Destroy, sia se lo si fa a piedi o a bordo della supermoto di Travis, è come ricevere un pugno sui denti. La soleggiata cittadina è di una piattezza colossale, anonima, senza punti di riferimento concreti. Non si vede un'anima viva nemmeno a pagarla. Ogni tanto passa un pedone e qualche macchina, ma si tratta di una falsa illusione, quasi una presa in giro a voler dimostrare l'esatto contrario. Proprio questa sezione propedeutica al raggiungimento del killer da sfidare rappresenta la spina nel fianco di No More Heroes e vanifica quanto di buono fatto per regalare combattimenti avvincenti e divertenti.

 

Se l'esclusivo art design generale, incrocio tra l'estremismo artistico di Killer7 e la realtà mischiata ad un pizzico di anime nipponico, caratterizza a dovere la nuova opera di Suda51, non si può dire lo stesso dell'approssimativa realizzazione tecnica. Per lunghi tratti No More Heroes sembra più un gioco PlayStation 2 di seconda generazione, capace solo raramente di mostrare qualcosa di curato e vicino alle reali potenzialità del Wii. Anche la soundtrack, ispirata e perfetta alla tipologia di gioco, non è in grado di mantenersi varia sul lungo andare; ottimi gli effetti sonori, molti dei quali ereditati da Killer7, e il 'teatrale' doppiaggio.

 

Giudicare un titolo di Suda51 è sempre un compito arduo, perchè la soggettività del parere ne contrasta qualunque veduta universale. Per fortuna No More Heroes non raggiunge la controversia dei precedenti giochi dei Grasshopper e lo si può analizzare con maggiore facilità. La prima vera considerazione oggettiva è che l'avventura di Travis Touchdown bada più allo stile che al gameplay. Un'abbuffata di stile, forse con tinte troppo volgari, che da un lato esalta le ottime trovate inserite dal team, ma dall'altro prova a nascondere, fallendo, delle meccaniche piuttosto bruttine e mal studiate. Alla fine si tratta di un action game di buon livello, penalizzato purtroppo da parecchie beghe la cui digestione (e fase successiva) necessita di una scorta imponente di carta igienica, meglio ancora se è quella autografata dal pazzo Suda, gadget ufficiale di No More Heroes.

 

 

Voto: 7.5/10

» Pulisciti con stile!

 

 

Ecco la carta igienica di No More Heroes, gadget ufficiale del gioco che si ispira al bizzarro modo di salvare le partite (con Travis che si siede sulla tazza per 'espletare' la sua pratica). In occasione del poco fortunato lancio giapponese, Suda51 in persona si è appostato all'esterno di un noto negozio di Tokyo per regalare ai compratori del gioco uno di questi rotoli. Siccome le cose non sono andate bene, il povero Suda ha passato l'intero day-one dietro al suo banchettino, circondato da decine e decine di rotoli, in completa solitudine. E' facile pensare che quella scorta di rotoli gli basterà per il resto della vita, magari per meditare meglio sulle mosse future.

 

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6 Maggio 2008